Sentiero delle Betulle (anello completo)

Autore: Valerio Dutto    |    Condividi su:   

Uno splendido e vario itinerario all’”adrech”, il versante esposto al sole, che consente di immergersi nella natura della bassa valle attraversando boschi di noccioli, faggi, querce, castagni e, naturalmente, di betulle. Il percorso attraversa antiche borgate segnate da un profondo senso religioso: ne sono testimonianza le numerose cappelle e i piloni incontrati.

Ascesa
630 m circa

Distanza
13 km circa

Durata
3 h 30 circa

Difficoltà
Medio

Accesso in auto: lasciare l’auto in piazza Botta, proprio di fronte ai due bar del paese, Fioca e La Ciöca, oppure nel parcheggio davanti all’area camper.

Dall’area camper scendere a valle lungo la provinciale e ignorare la prima stradina a sinistra nei pressi di un pilone. Appena oltre infilarsi a sinistra nella stradina che si fa spazio tra una tettoia e una casa (palina con indicazione U80).

Nella provincia di Cuneo i sentieri sono catalogati con un codice formato da una lettera seguita da un numero. La lettera individua una vallata: si parte dalla “A” per la valle Tanaro e si finisce con la “V” per la valle Po. La “U” è usata per la valle Varaita.

Passare il torrente Varaita sul ponte e portarsi sulla sponda opposta rispetto a Melle.

Appena oltre, dove termina l’asfalto, svoltare a destra sulla sterrata (indicazioni per Sant’Eusebio).

Duecento metri oltre ignorare la deviazione a sinistra in salita e procedere sulla piacevole sterrata in leggera discesa seguendo le indicazioni per borgata Cogno.

Cinquecento metri oltre, a un bivio, abbandonare la sterrata e imboccare il sentiero a sinistra contornato da muretti a secco che sale ripido (indicazioni per borgata Cogno) tra noccioli, faggi, querce e castagni. Nella stagione degli amori si viene accompagnati dal melodioso canto dei pettirossi maschi.

Più su, duecento metri oltre, si incrocia una pista forestale che va attraversata proseguendo sempre dritto fino a raggiungere, in prossimità della borgata Cogno, la strada che sale dalla borgata Valcurta.

Procedere in salita su asfalto seguendo le indicazioni per Sant’Eusebio. Superare un tornante che aggira dall’alto la borgata Cogno e, 250 metri oltre, imboccare a sinistra un sentiero (indicazioni assenti) che consente di evitare un lungo tratto di asfalto.

Il sentiero, in questo tratto non segnalato, si innalza rapidamente passando tra le prime betulle dell’itinerario e giunge alla graziosa borgata Sant’Eusebio, a monte della quale si trova la chiesa parrocchiale, un gioiello del Quattrocento circondato dall’antico cimitero ancora oggi utilizzato.

Ripresa in salita la strada si raggiungono le vicine borgate Perotti inferiore e Perotti superiore, dalle quali si apre un magnifico panorama sul tratto di dorsale che dal monte Birrone (2131 m) conduce al lontano e imponente Pelvo d’Elva (3064 m).

Dopo Perotti superiore, poco oltre un pilone, l’asfalto termina e la strada diventa sterrata. Superare un traverso e alcuni tornanti fino a raggiungere una zona prativa da cui vale la pena fare una deviazione (contare 45 minuti tra andata e ritorno) verso la piccola cappella di San Michele (indicazioni), ben visibile più in alto. Il sentiero si fa via via più ripido e con tornanti sempre più stretti, fino a che, dopo un’ottantina di metri di dislivello, non si arriva al culmine del panoramicissimo poggio dove è situata la chiesetta (1060 m). La visuale si apre su Brossasco e la bassa valle Varaita.

Tornati alla zona prativa la sterrata prosegue a lunghi tornanti che si possono tagliare (indicazione) con due tratti di una scorciatoia che si infila nel bosco di betulle, ginepri e castagni selvatici.

In breve si arriva alla borgata Pantoisa (1074 m, fontana), ben adagiata sul lato soleggiato.

Proseguendo sulla strada si superano ancora due tornanti nel bosco prima di raggiungere il pilone votivo che precede la struttura del santuario della Madonna della Betulla, incantevole posto panoramico che domina Melle dall’alto. La leggenda vuole che ai piedi di una betulla, proprio dove ora sorge il santuario, sia apparsa a un bimbo mellese la Madonna con il bambino Gesù.

Superato il santuario, che è il punto più alto dell’itinerario, si attraversa un bellissimo viale di betulle.

Subito oltre si imbocca a sinistra uno splendido sentiero praticamente in piano che porta prima a una baita in pietra e poi alle Meire del Nivo, una borgata ormai abbandonata divisa in due nuclei distinti.

Le case, tutte in pietra, sono oggi circondate dai boschi, ma un tempo l’area era coltivata con campi di patate, avena, frumento e segale.

Tralasciato il sentiero che scende a sinistra e si segue una bella stradina delimitata da lose posate in verticale. Superate alcune case si giunge su una sterrata che si segue a sinistra in leggera discesa fino ad arrivare al colle San Bernardo delle Sottole (fontana), crocevia di strade e sede di una piccola cappella dedicata a san Bernardo da Mentone.

Per non far ritorno sulla sterrata, si imbocca una scorciatoia (indicazioni per “Melle percorso su sentiero”) appena sotto alla cappella che scende ripida e taglia quattro lunghi tornanti. Al terzo incrocio con la sterrata la si segue in discesa a sinistra raggiungendo seicento metri oltre la cappella di Sant’Anna. Qua inizia l’asfalto che porta alle borgate Chiot, Villar e Friddia (è possibile usufruire di scorciatoie). In primavera i prati sono cosparsi di splendide fioriture di primule.

A Friddia si scende ripidamente imboccando un sentiero che in breve porta al bivio iniziale appena oltre al ponte sul Varaita dove si chiude l’anello.

Tappa obbligata per il gelato di montagna da Fioca e l’acquisto del famoso “tumin dal Mel”.

Si declina ogni responsabilità per eventuali incidenti, inconvenienti o conseguenze dannose che possano derivare dalle informazioni divulgate. Chi decide di ripetere questo itinerario lo fa sotto la sua completa responsabilità.