Giro della lepre

Autore: Valerio Dutto    |    Condividi su:   

Un percorso all’”ubac”, il versante all'ombra, tra freschi boschi che lo rendono perfetto per il cicloturismo anche nelle giornate estive e con delle borgate molto interessanti, come quella di Comba, che ci ricordano i sacrifici che hanno dovuto fare i nostri avi. Dopo una salita graduale e mai troppo faticosa si arriva a un colletto da cui inizia la discesa su una bella sterrata in un vallone parallelo a quello di Valmala invisibile a chi percorre la provinciale della valle Varaita. L’itinerario, salvo un breve tratto in cui è necessario spingere la bici, non presenta particolari difficoltà e si svolge quasi interamente su sterrate o strade bianche.

Ascesa
500 m circa

Distanza
12 km circa

Durata
2 h 30 circa

Difficoltà
Medio

Accesso in auto: lasciare l’auto in piazza Botta, proprio di fronte ai due bar del paese, Fioca e La Ciöca, oppure nel parcheggio davanti all’area camper.

A monte della piazza Botta imboccare la stradina che curva a gomito a sinistra e al suo termine svoltare a destra in via Chesta. Ignorare un bivio a destra e uno a sinistra e procedere sempre su via Chesta (indicazioni per santuario di Valmala).

La strada, ancora asfaltata, sale più decisa compiendo un lungo semicerchio fino a un bivio.

Sempre seguendo le indicazioni per il santuario di Valmala procedere dritto ora su sterrato (la via di destra sarà quella del ritorno) passando prima accanto a una presa dell’acqua in cemento (fontana) e poi a un gruppo di case che si lasciano a sinistra.

La sterrata, costruita a mano in sette anni di lavoro a partire dal 1948, si fa più stretta e continua a salire dolcemente nel fresco bosco.

Più su, lasciata a sinistra una vecchia casa, superare un falso piano e al bivio tenere la destra (freccia nera e indicazioni per Botta/Culet/Comba).

Duecentocinquanta metri oltre, prima di arrivare alla borgata Carona, svoltare a destra.

Nella curva è presente una targa dedicata al partigiano Lattanzi Giuseppe, stroncato a soli 18 anni da una raffica di mitragliatrice tedesca.

Aggirare la borgata Botta e, appena oltre, raggiungere un bivio non segnalato.

Qui vale la pena fare una deviazione a sinistra per vedere la cappella di San Rocco, luogo ideale per una sosta (nei suoi dintorni nel mese di giugno si possono gustare deliziose fragoline di bosco).

Tornati sulla sterrata principale procedere ancora per un centinaio di metri. In vista delle case di Finoi si stacca una sterrata non troppo evidente che sale ripida a destra (freccia rossa su albero).

Spigendo la bici, fare una “zeta”, svoltare a sinistra passando sotto a una casa e riprendere, salendo verso destra, la sterrata che sale ripida.

Dopo trecento metri si passa accanto a una casa e si raggiunge un’altra sterrata che sale da borgata Comba. Svoltare sul ramo di destra in falsopiano, fino a raggiungere il “Culet” (colletto), punto di massima elevazione del percorso.

Proseguendo in discesa, dopo un tornante si raggiunge la bellissima borgata Comba. Vale la pena fare una pausa girovagando in un curioso misto di case ristrutturate con gusto e ruderi in pietra.

Comba è una bella borgata, già menzionata in alcuni documenti a partire dal secolo XVI, costituita da due nuclei, uno a monte e uno a valle. La parte a monte è costituita da un caratteristico misto di case curate sapientemente ristrutturate e ruderi in pietra a cui è stato rimosso il tetto. Nella parte a valle invece rimangono i resti di un “ricetto”, una specie di struttura fortificata in uso nell’Italia medievale. Qui, su un pianoro, si trova anche la cappella di San Bernardo, che da alcuni anni sta subendo un importante intervento strutturale e di consolidamento.

Riprendere a scendere sulla bella strada bianca, passare accanto a cascina Lirola, poi a Biolè, fino a percorrere i tornanti che riportano al bivio con presa d’acqua incontrato all’andata.

A questo punto non resta che svoltare a sinistra verso Melle tornando all’auto, concludendo questo incantevole percorso .

Si declina ogni responsabilità per eventuali incidenti, inconvenienti o conseguenze dannose che possano derivare dalle informazioni divulgate. Chi decide di ripetere questo itinerario lo fa sotto la sua completa responsabilità.